Condono Fiscale 2019

Condono Fiscale 2019: Ultimissime

Il condono fiscale 2019 è possibile per chi ha redditi bassi. Grazie alla pace fiscale si possono finalmente cancellare tutti i debiti con il fisco, pagare dal 16 al 35% del dovuto, senza alcun tipo di sanzioni e/o interessi per le persone sovraindebitate.

Si amplia la normativa sulla pace fiscale grazie all’arrivo del nuovo condono fiscale, o saldo e stralcio delle cartelle esattoriali: si tratta della possibilità di eliminare i debiti con il fisco affidati all’agente della riscossione sino al 31 dicembre 2018, pagando solo una parte e azzerando sanzioni e interessi di mora.

Potranno usufruire del beneficio solamente i contribuenti che si trovano davvero in difficoltà economica, ossia quelle persone che possiedono un reddito Isee fino a 20mila euro.

Il condono fiscale permetterà ai contribuenti con ingenti debiti e con redditi bassi di ripartire da zero, permettendo di pagare il 16% o il 20% o al massimo il 35% del debito (queste percentuali variano a seconda delle condizioni economiche del soggetto sovraindebitato) chiudendo così la posizione aperta con l’Agenzia delle Entrate.

Ora vediamo tutte le novità sul condono cartelle fiscali 2019: come funziona, chi può veramente beneficiarne, quando e come fare domanda e infine quando pagare. Hai bisogno di assistenza sul condono delle cartelle esattoriali? Contattaci gratuitamente per prenotare un appuntamento gratuito!

Come funziona il condono fiscale delle cartelle 2019?

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Il nuovo condono fiscale 2019 delle cartelle esattoriali, consentirà ai contribuenti che hanno debiti o che sono in una situazioni di sovraindebitamento, affidati all’agente della riscossione, di pagarne solo una parte e mettersi così in regola col fisco. Quindi, con il condono fiscale 2019, si permette al contribuente la possibilità di mettere una “pietra sul passato” e di ripartire così da zero.

Andando più nel dettaglio, il contribuente dovrà pagare solo una piccola parte del debito, mentre saranno completamente azzerate le sanzioni e gli interessi di mora.

Quali cartelle esattoriali possono essere condonate?

Il condono fiscale coinvolge le cartelle di pagamento derivanti dalla liquidazione annuale della dichiarazione di Iva e redditi. Sono però compresi anche i contributi Inps e quelli dovuti alla gestione separata, tutti contributi dovuti alle casse professionali o quelli nel caso in cui il contribuente sia decaduto.

Il condono fiscale 2019 riguarda quindi non solo gli omessi versamenti, ma anche la correzione dei dati precedentemente dichiarati.

Chi può accedere al condono fiscale 2019?

Purtroppo non tutti i contribuenti che hanno cartelle esattoriali interessate dal condono possono fruire della nuova legge di bilancio. Il condono fiscale 2019 è riservato solamente alle persone fisiche (quindi niente società o associazioni) il cui indicatore del reddito Isee (ricavabile semplicemente dalla dichiarazione Isee del nucleo familiare) non supera i 20mila euro.

Quanto bisogna pagare con il condono fiscale 2019?

La quota di debito che si deve pagare per uscire dai debiti con il fisco cambia a seconda dell’importo del reddito Isee.

Ai debiti va applicata un’aliquota pari a:

  • 16% delle somme affidate, compresi anche gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo, se il debitore ha dichiarato un reddito inferiore agli 8.500 €;
  • 20% se il reddito supera gli 8.500 € ma risulta inferiore ai 12.500 euro;
  • 35% se il reddito è superiore a 12.500 € ma inferiore a 20.000 €.

Per coloro i quali risulta ancora aperta la procedura di liquidazione per i beni di proprietà, nel’ambito della composizione della crisi da sovraindebitamento, lo stralcio comporta comunque il pagamento del 10% del totale affidato all’agente della riscossione.

Quindi, bisogna pagare il 16%, il 20% o il 35% del debito totale, a seconda del proprio reddito familiare. Chi invece è coinvolto in una procedura di crisi da sovraindebitamento, paga solamente il 10%.

Come bisogna versare le rate del condono fiscale 2019?

Per stralciare le cartelle equitalia e chiudere definitivamente il debito con l’Erario, i contribuenti ora possono versare le somme dovute anche in un’unica soluzione, o se preferiscono possono suddividerle in più rate, pagabili dal 2019 al 2021.

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Vediamo ora nel dettagli come si può pagare:

  • Tutto il condono fiscale in un’unica soluzione, entro e non oltre il 30 novembre 2019;
  • 35% del debito entro il 30 novembre;
  • 20% del debito 31 marzo 2020;
  • 15% entro il 31 luglio 2020;
  • 15% entro il 31 marzo 2021;
  • il residuo 15% entro il luglio 2021.

Sarà l’agente della riscossione a comunicare le somme dovute entro il 31 ottobre 2019

Quando si deve presentare la domanda di condono o pace fiscale?

Per aderire al condono fiscale 2019, i contribuenti sovraindebitati che sono interessati devono presentare un’apposita istanza attraverso il sito dell’Ader ( Agenzia entrate riscossione ) entro il 30 aprile 2019.

Condono fiscale 2019: aliquote e soglia dei debiti

C’è ancora molta incertezza sulle aliquote che verranno stabilite dal governo. Si parla della presenza di tre diverse aliquote, rispettivamente del 6%, 15% e 25%. È ancora da capire però come saranno ripartite in base ai vari scaglioni di reddito.

Le somme da pacificare avranno un tetto, che non sarà più di 100 mila euro come inizialmente previsto. L’obiettivo del governo per evitare che la pace fiscale venga indicata come un maxi-condono fiscale, era quello di aiutare i contribuenti in difficoltà negli anni di crisi economica per sanare tutti i debiti contratti con il fisco.

Poichè il gettito sarebbe comunque basso, il nuova piano della Lega è cambiato, aumentando il tetto a 1 milione €. Alla fine quindi su un totale di 871 miliardi € di tasse non riscosse, le somme recuperabili ammonteranno a circa 50 miliardi €.

Nonostante il maggior numero di debitori possieda cartelle con importi inferiori ai 100 mila euro, un maggior gettito si potrà ricavare solo dai grandi evasori, con debiti fino a 500 mila euro e anche oltre.

Pace fiscale 2019: i contenziosi con il fisco.

Si parla di aprire le porte ai procedimenti in primo o secondo grado, però scrive il quotidiano economico, “se guardiamo alle cifre in ballo, in commissione tributaria provinciale nove cause su dieci valgono meno di 100 mila euro; quota che scende a otto su dieci in appello. Rispetto alle cartelle però c’è una variabile in più. La situazione processuale e l’esito della prima sentenza”.

Quindi, chi ha possibilità di vincere potrebbe attendere la definizione formale della pace fiscale. Rimane inltre da capire come verranno divisi i diversi plafond nei quali mettere separatamente le liti fiscali.

I principali punti della pace fiscale 2019

Ricordiamo in seguito quali sono gli altri interventi più importanti che fanno parte della pace fiscale 2019 e l’insieme delle nuove misure introdotte con il decreto fiscale per sistemare i problemi di debito con il fisco italiano:

  • Rottamazione cartelle o rottamazione ter: questa misura consiste nella possibilità di saldare i debiti con Equitalia/ Agenzia entrate riscossione azzerando tutte le sanzioni e gli interessi di mora, ma alcuni debiti non possono essere rottamabili: si tratta degli importi oggetto della nuova rottamazione devono essere definiti in 5 anni, in 18 rate, da pagare comunque ogni anno (sono previste 4 rate annuali). Le rate sono 10 per chi passa dalla rottamazione bis alla rottamazione ter;
  • Annullamento cartelle esattoriali: la pace fiscale prevede poi l’annullamento, in automatico, di tutti i ruoli affidati alla riscossione dal 2000 al 2010, fino a un importo massimo di mille euro per ruolo, comprensivo di sanzioni e interessi;
  • Sconto sul contenzioso con il fisco: la sanatoria riguarda anche i debiti oggetto di contenzioso: in particolare, possono essere oggetto di definizione agevolata i processi verbali di constatazione (Pvc), gli avvisi di accertamento e le liti pendenti;
  • Sanatoria degli errori formali: la sanatoria degli errori formali consentiràdi mettersi in regola riguardo agli errori nelle dichiarazioni fiscali che non hanno comportato un debito d’imposta, pagando una rata pari a 200 euro per ogni anno d’imposta.

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