Codice della Crisi: la novità è la prevenzione.

Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza fornisce alle aziende nuovi strumenti per la diagnosi precoce dello stato di difficoltà, con l’obiettivo di garantire la continuità aziendale.

Non vi è stata proroga per le disposizioni in materia di assetti organizzativi e societari del nuovo “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza” di cui si è già parlato in questo blog, ma saranno rinviate al 2021 le procedure di allerta per le imprese al di sotto dei parametri che obbligano alla nomina del sindaco e del revisore. Le società che invece dovevano mettersi in regola con la nomina prevista degli organi di controllo nelle società a responsabilità limitata e cooperative, entro il 16 dicembre, stimate in oltre 150mila (in base ai parametri previsti dal d.lgs. n. 14/2019), dovranno seguire i meccanismi contenuti nella bozza di decreto correttivo, che abbassa altresì la soglia dell’intervento del Fisco per i debiti Iva scaduta.

Nel Codice è previsto un dovere specifico dell’imprenditore di adottare un assetto organizzativo, amministrativo e contabile idoneo a rilevare tempestivamente la crisi e la perdita della continuità aziendale. L’organo di controllo dovrà valutare il rispetto dei criteri di adeguatezza organizzativa e di equilibrio economico finanziario e persino esortare gli amministratori affinché agiscano in linea con il monitoraggio degli aspetti che il decreto ha ritenuto fondamentali per la prevenzione delle crisi di impresa. Quanto precede richiede altresì ampliamento e rivalutazione del controllo di gestione con competenze, talvolta interne alle aziende, fondamentali per la comprensione del business.

Nel caso specifico, il legislatore è intervenuto a tutela delle imprese, dei creditori e dei livelli occupazionali, isolando quei profili di concorso che, in passato, hanno verosimilmente condotto diverse aziende al fallimento anche a causa dell’inerzia, nell’emersione della crisi, da parte degli organi preposti alla gestione, talvolta con lo spiacevole contributo di quelli preposti alla vigilanza e al controllo.

 

Con riferimento allo specifico obbligo di segnalazione degli organi di controllo societari, questi dovranno integrare le attività di verifica periodica inserendo procedure di rilevazione e monitoraggio di squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario, rapportati alle caratteristiche dell’impresa e dell’attività svolta.

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